Sorseggiando un tè caldo..

 “Se ce ne fosse la possibilità, andrei indietro nel tempo per modificare alcune scelte fatte nel passato?

La risposta è Sì.

Subito dopo inizio ad elencare nella mia mente tutte le cose che cambierei, ma poi mi rendo conto che probabilmente ne basterebbe una sola, quella giusta, per modificare al meglio tutte le azioni compiute.  Che poi non è che mi pento di quello che ho fatto..(oddio..di qualcosina sì..),però ad oggi, col senno di poi, mi rendo conto di aver fatto scelte  troppo avventate o addirittura troppo poco dettate dall’istinto;oppure di averne fatte altre non seguendo davvero la mia volontà,ma facendomi influenzare troppo da chi mi stava intorno o addirittura di essermi resa conta troppo tardi di aver cannato strada, ma di avere troppa paura di rimediare e quindi non fare assolutamente nulla per rimettermi in carreggiata.

A volte penso che se potessi tornare indietro non sceglierei più Storia dell’Arte come percorso universitario: adoro l’arte, adoro conoscerla ed immergermi in essa passeggiando per le città, come in altrettanto modo vorrei avere i mezzi per poter renderla fruibile e godibile a tutti (sarebbe il mio sogno lavorare in una società di servizi per arte),ma mi rendo conto che ad oggi come non mai, che è una strada senza uscita. Zero lavoro, zero prospettive future e poche risposte a mille domande.E non mi addentro a parlare di quanto tutto questo sia un ossimoro in Italia..paese forse con il patrimonio culturale più immenso sulla faccia della Terra.

Penso inoltre che avrei dovuto affrontare alcune cose con più caparbietà e con più solerzia: ecco cosa più manca arrivata a 31 anni, l’ intraprendenza. Cavolo, lo so che non è una qualità che si compra al mercato, ci si nasce probabilmente intraprendenti..e io invece sono nata riflessiva e tendente all’aver paura di osare. Ok, ok, a volte queste caratteristiche mi hanno fatto prendere la strada giusta ed evitato batoste peggiori di quelle in cui mi sono imbattuta, però essere risoluti e decisi nel fare cose, riuscendo a sorpassare il timore di fallire e di rimanere delusi deve dare una gran soddisfazione a se stessi.

Proprio pochi giorni fa parlavo con un amico che cercava in tutti i modi possibili di convincermi a far fagotto e trasferirmi in un’altra città per cercare lavoro: per me è come chiedermi di buttarmi con bunjee jumping senza rete sotto. Magari è davvero la soluzione per me, ci ho pensato, ma non ho le palle per farlo. Inutile che ci giri intorno, è così. 

Le paure sono tante: paura di fallire ancora, e non ho più 20 anni, dove “sbagliando s’impara”, paura di deludere me stessa e chi mi sta attorno, paura della solitudine e di non sapermi arrangiare; dall’altro lato, rimanendo “ferma” quà, temo di trasformarmi in uno di quei personaggi che popolano tanti film che ho sempre disprezzato: ovvero diventare una persona che si accontenta di quello che trova perchè non ha il fegato di andare a prendersi quello che vuole davvero. wow..che rebelot!!

Se avessi quel briciolo di intraprendenza in più che vorrei..e invece sono quà a bermi un tè caldo e a scrivere un articolo che all’inizio doveva parlare di tutt’altro. Ah, che roba strana la vita.

 

 

 

 

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