Ars Attack

Non lasciatevi ingannare dal titolo della categoria, questa pagina non parlerà di astrologia, ma di due mie grandi passioni: l’arte e i libri. Esistono già Bilioni di blog che vi consigliano a dovere quale libro scegliere per ogni occasione ed esigenza (a tal proposito, date   un’occhiata al blog parolealvento.it ) e mia intenzione non è fare altrettanto; pensavo più di presentarvi, a modo mio, testi che parlano di arte in qualsiasi sua forma. Possono essere romanzi, saggi,critiche, manuali, libri di fotografie e perchè no, magari anche siti internet. Ovviamente non ho la presunzione di fare recensioni “professionali”; i miei saranno giudizi personali e del tutto soggettivi. Sarebbe logico partire con il libro che da titolo alla pagina – Nati sotto Saturno deiWittkower–  ma ammetto di averlo iniziato anni fa, mentre ero ancora all’università, e poi non l’ho più continuato; quindi meglio passare oltre.


Ars Attack – il bluff del contemporaneo- di Angelo Crespi.SNP1384253006_995_scheda_libro_immagine_cover_attackPer chi, come me, non riesce a farsi piacere nè a comprendere del tutto l’arte contemporanea (nonostante sia laureata in Storia dell’Arte) questo pamphlet è un manuale di sopravvivenza indispensabile.

In 100 paginette, scorrevoli e in svariati tratti divertenti, l’autore (giornalista, oltre che docente e consigliere dei Beni Culturali tra il 2008 e il 2011) riesce perfettamente a leggere dentro la testa di ogni visitatore che si trova davanti ad un’ opera d’arte quale una scatoletta contenente merda, un ammasso di calzini sporchi o animali in formaldeide. Ma cosa vorrebbero significare? qual’era l’intento dell’autore? ma che è sta roba?

Ormai, dopo il dissacrante e strafamoso ready-made di Duchamp, la Fontana, (un orinatoio rovesciato) l’arte pare non fare più affidamento all’estetica come tassonomia per definire un’opera d’arte come tale; infatti dominano categorie quali il disgusto, il non-sense, l’inutile,il blasfemo ..e via dicendo in un crescendo di perversione e ambiguità. Poco importa se queste opere non siano comprese dai più e non reggano il confronto con i grandi maestri della tradizione, tanto esiste tutto un “team” di nuove figure , il curator,il critico,il collezionista- mercante, i quali si prendono la briga di autodefinire tali cose, come arte.

Così Crespi,conia un neologismo per definire questa nuova arte: sgunz. Un mondo a sè,con le proprie regole e un proprio statuto estetico. Per entrare a far parte di questa nuova categoria la non-opera dovrebbe soddisfare questi requisiti: – non deve essere per forza un oggetto – deve ignorare il più possibile l’idea di bellezza – dev’essere nuovo, informe, disgustoso, e insensato – e soprattutto avere un pubblico che pur non capendone la natura plaude entusiasta al suo valore.

Passando da sgunzatori quali Damien Hirst (quello del teschio incrostato di diamanti) o il gruppo Voina ( i quali davanti alla sede del KGB a Mosca disegnarono col led un enorme fallo) Crespi cerca di lanciare un salvagente a tutti quelli che amano ancora l’arte. Quella vera.

 

[..] l’arte non salva più dal male, semmai lo preannuncia festante, l’arte [..] è esaltazione del caos, l’arte non è più essere, ma nulla

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