New York – day 2: Up & Down to Manhattan

Anche il secondo giorno nella Grande Mela era uno di quelli semi-organizzati dall’agenzia e consisteva in una “panoramica” (per quanto fosse possibile) di Manhattan, con svariate soste nei punti più interessanti del distretto. Saliamo sul pullman e via.

Si procede verso nord-est (rispetto al nostro hotel) e ci troviamo nel lussuoso Upper-West Side, quartiere di New York che divenne residenziale solo dal 1870; dopo una sosta di pochi minuti per ammirare  il Lincoln Center (già citato nel mio precedente post) e la strafamosissima Juilliard School (si esatto..quella di Save the Last Dance e film simili ) ci fermiamo dinanzi ad un altro importante edificio: il Dakota Building  .

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Dakota Building

Primo palazzo di lusso della città, venne costruito tra il 1880 e il 1884 e tutt’oggi rimane tra i condomini più prestigiosi della Grande Mela; nel corso degli anni sono molti i attori (e non) illustri che hanno abitato in uno dei 65 appartamenti, come Judy Garland e Boris Karloff, di cui si dice si aggiri il fantasma. Alcuni se lo ricorderanno anche perchè  quà venne girato il capolavoro di Polanski, Rosemary’s Baby e, inoltre è il luogo in cui venne assassinato John Lennon, la cui vedova, Yoko Ono, vi abita tutt’oggi.

Proprio alle spalle del Dakota, in ricordo di John Lennon,facciamo una passeggiata lungo il tratto di Central Park dedicata al cantante, Strawberry Fields; il cui ricordo rimane vivo grazie ad un mosaico all’interno di questa piccola oasi.   Immagine

Risaliamo sul pullman e sotto ai nostri occhi scorrono i grandi musei della città, il Guggenheim, il museo di Storia Naturale ed il Metropolitan.

La fermata successiva ci porta nei pressi di Gramercy Park e della Madison Square dove è possibile ammirare il primo grattacielo costruito a New York, il Flatiron, che prende il nome dalla sua forma particolare..a ferro da stiro.L’edificio venne eretto nel 1902 e all’ epoca era il più alto del mondo. All’epoca i newyorkesi furono subito attratti dall’edificio tanto da scommettere quanto a lungo sarebbe riuscito a resistere alle forti raffiche del vento  che soffiano dove sorge.

 

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Flatiron Building

Alle spalle dell’edificio si può scrogere il maestoso Empire State Building , di cui parlerò in uno dei  prossimi post.

Risaliamo sulle quattro ruote e ci spostiamo nuovamente. Prossima tappa: Little Italy e Chinatown.

Non c’è altra zona di New York dove si possa percepire un’atmosfera così etnica ed esotica come in questa parte di Lower Manhattan: quà a fine ‘800 si stabilirono molti immigrati italiani, cinesi ed ebrei, i quali mantennero i propri usi, la propria lingua e la propria religione nonostante fossero in terra straniera. Chinatown si sta espandendo sempre di più, tanto da mangiarsi poco alla volta Little Italy: le strade sono piene zeppe di bancarelle di frutta e verdura, di ristoranti e negozi di ogni varietà.

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Bancarelle in Chinatown

L’impressione che ho avuto è stata quella di una comunità che preferisce farsi un po’ “i fatti suoi”, senza amalgamarsi completamente nel resto della città. Sembrano sempre un po’ diffidenti verso il turista,ci guardavano un po’”sospettosi” mentre passeggiavamo per Columbus Park, dove sono soliti riunirsi a giocare a mahjong e non mi ha fatto proprio una bella impressione..è quasi meglio la Chinatown milanese vicino casa mia!

Invece percorrendo le strade di Little Italy sembra di essere in un paese del sud Italia: stessa aria festosa, imbonitori fuori dai numerosissimi ristoranti e il richiamo al tricolore lo si trova un po’ ovunque. Sembra quasi di essere a casa.

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una strada a Little Italy

L’ultima tappa prima di tornare in hotel è sotto il ponte di Brooklyn, che ci offre una splendida visuale del distretto omonimo e dei famosi ponti. La fotografia è d’obbligo.

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A sx Manhattan Bridge – a dx Brooklyn bridge

il Tour termina quà, ma la giornata non ancora; infatti ci attende una cena in battello sul fiume Hudson: richiesto l’abito elegante.Non eravamo molto entusiaste della cosa, in quanto ci sembrava un po’ romantico, da coppiette..e invece..è stato bellissimo!! Cena buonissima ( ho mangiato una cheesecake fantastica!!), intrattenimento con musica dal vivo che ti faceva sentire in un film anni ’20, e..New York al tramonto è qualcosa di indescrivibile. Uno spettacolo che non si può raccontare se non lo si vede coi propri occhi: luci sfavillanti nella notte, colori, sfumature..un sogno ad occhi aperti.

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Skyline New York

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Statua della Libertà

 

 

 

 

 

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