La macchina del tempo

 

Ci sono quei momenti, improvvisi, che ti isolano da quello che stavi facendo e ti ritrovi come catapultata indietro nel tempo, a vivere una precisa situazione, magari anche banale, ma che sembra proprio di toccare con mano..è difficile da spiegare.

E’ come se si riproducessero, attorno a te, gli stesso odore, gli stessi colori..le medesime sensazioni. E non sono deja-vu. Sono proprio ricordi. Per esempio, ora ero al pc a scrivere, mi sono voltata un secondo verso il muro e ho visto il riflesso delle tapparelle sul muro bianco della sala; provoca un gioco strano di ombre/luci a bucherelli..ecco..mi sembrava,per un momento, di essere tornata indietro di 25 anni almeno, quando alla domenica pomeriggio, capitava coi miei di mangiare il gelato seduti davanti alla tv e mettevamo le ciotole su di un vassoio di paglia a quadretti ocra/marroni. Ecco, PROPRIO quel momento ho riassaporato..quasi come se ora fossi ancora lì, ma ho fatto una scappata nel futuro per vedere com’è, e sono tornata indietro.

O come l’altro giorno, che mentre facevo un pacchetto regalo, mi pareva di rivedermi davanti alla vetrina della pasticceria sotto casa, intenta a divorarmi con gli occhi i pasticcini che di lì a poco avrei divorato..ricordo la carta marroncina della confezione e il nastro marrone coi piccoli riccioli fatti con la forbice. O ancora rivedermi mentre da piccola osservavo i libri di fotografia di mio papà, dove non capivo nulla di quello che ci fosse scritto (anche perchè non sapevo ancora leggere), ma ero ipnotizzata dalle immagini coi vari filtri o dai forti contrasti di bianco/nero, luci/ombre..era come sfogliare un libro di fiabe in divenire.

E’ come se ogni tanto nella mia testa venissero gettati dentro ricordi nitidi e chiari e mi venisse data l’opportunità di riviverli anche solo per 10 secondi.Forse il mondo di oggi mi rende cosi insoddisfatta che il mio cervello utilizza  questa forma di “autodifesa”..come per dirmi “li hai vissuti anche te i momenti belli..quelli cui vale la pena ricordarli sempre. E non pensare che debba per forza essere qualcosa di straordinario, a volte basta una carta colorata..contare i bottoni  o la Fanta a casa della nonna”.

Ma oggi, mi (ci) basta così poco per sorridere? 

 

 

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