Spritz, Palladio e Chiacchiere

Nel weekend sono stata  a Vicenza con un ‘amica: chiacchiere, arte (Palladio su tutti..e merita), spritz, confidenze rubate, e tanti chilometri macinati sotto il sole!! La cittadina è davvero carina,nonostante i collegamenti dei mezzi siano veramente scarsi e pessimi; infatti per ammirare la bellissima La Rotonda (o Villa Capra, forse la dimora più celebre del Palladio) abbiamo dovuto optare per un taxi!! Immagine     Comunque tutto il, piccolo, centro storico si snoda lungo la via principale (non a caso..Corso Palladio), ad ogni traversa si palesava una piccola bomboniera di architettura, tra cui lo stupenderrimo (si lo so che non è italiano..ma rende bene l’idea!) Teatro Olimpico,il primo e più antico teatro stabile coperto dell’ epoca moderna. La realizzazione del teatro, venne commissionata a Palladio dall’ Accademia Olimpica ( nata con finalità culturali e scientifiche), per la messa in scena di commedie classiche. La sua costruzione iniziò nel 1580 e venne inaugurato il 3 marzo 1585, dopo la realizzazione delle celebri scene fisse ( scene lignee, di grande effetto per il loro illusionismo prospettico e la cura del dettaglio) di Vincenzo Scamozzi, che continuò i lavori dopo la morte del Palladio stesso. Il teatro è tuttora utilizzato, soprattutto per rappresentazioni classiche e concerti e  è stato incluso nel 1994 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO  come le altre opere palladiane a Vicenza.

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A ruota segue Palazzo Chiericati, che ospita la Pinacoteca e l’incantevole Basilica Palladiana; quest’ultima un tempo sede delle magistrature pubbliche di Vicenza, oggi  è teatro di mostre d’architettura e d’arte.

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Ed è proprio sulla terrazza di questo bellissimo edificio che io e la mia amica ci siamo impegolate in una serie di pensieri e constatazioni. Ci siamo rese conto di come siamo fortemente cittadine: avevamo a disposizione due giorni per vedere tutto quello che la Vicenza offriva, eppure avevamo praticamente visto tutto durante il primo giorno,e facendo non poca fatica, visto il caldo e la stanchezza che ci sorprendeva ora dopo ora. Guardando i cittadini nella sottostante Piazza dei Signori (bellissima!! e mi ricorda un po’ Verona) notavamo i loro passi lenti e rilassati, la quiete con cui portavano a spasso i cani o spingevano un passeggino; addirittura i vigili urbani erano gentili e sorridenti.Abbiamo provato a camminare  al tempo dei vicentini..non ce l’abbiamo fatta. Era come avere il pepe al sedere e dover per forza andare più veloci. Pazzesco!!  Eppure lì abbiamo notato che la gente era estremamente sorridente e gentile (cosa a cui noi milanesi non siamo sempre abituati), noi invece spesso isterici e fuori di testa.. sarà forse perchè facciamo tutto con troppa foga perchè ci sembra di perdere tempo? Penso seriamente che a volte andare via da una città frenetica come Milano potrebbe non farmi che bene, ma sono fortemente convinta che non riuscirei facilmente ad abituarmi ai tempi e allo stile di vita in modalità slowly: credo sia molto più difficile per un cittadino abituarsi ai ritmi moderati di paese che per un abitante di paese ritrovarsi nel caos della metropoli. Voi che ne pensate?

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