Giano.

Quanto mi sta sulle palle quando la gente mi chiede :”ma che hai?!” solo perchè per una volta faccio cadere la facciata più allegra e stupidotta che solitamente mi accompagna.

Ok ok ok..per chi non mi conosce bene non sa che sono una persona che DETESTA mettere in piazza i propri problemi o dare troppo a vedere i propri stati d’animo negativi: sono cose mie personali ed intime e non vedo perchè debba  condividerle con chiunque o rompere le palle agli altri per problemi miei; non mi piace essere compatita, nè è una cosa che ricerco da chi mi sta attorno..anzi chi lo fa, mi desta sempre un certo sospetto. Parlo poco di me spontaneamente, e lo faccio con reticenza: un po’ per riservatezza ma anche perchè ho sempre la netta sensazione che quando parlo io alla gente non gliene freghi un cazzo; come quando stai dicendo qualcosa e le persone di fronte annuiscono, ma è palese che non vedono l’ora di prendere loro la parola. Così ho imparato, col tempo, che mi conviene ascoltare: quello mi riesce benissimo e mi rendo conto che non c’è molta gente che riesce ad essere così facilmente empatica come lo sono io (eh si dai..almeno per una cosa lasciatemi menarmela un po’). Io non parlo di me e mi cercano per parlare di se stessi. Tutti felici e contenti? balle!!                                                                        Il rischio in cui mi imbatto ogni santa volta che conosco qualcuno di nuovo è che passo sempre per quella fredda, scostante e senza sentimenti. Se la gente imparasse a non fermarsi alla superficie delle cose, ma a grattare più in profondità, forse si renderebbe conto che non sono poi così inavvicinabile..ma no, oggi si vive in un mondo dove tutto deve accadere subito, immediatamente..e quindi zac.. cestinata (un po’ come i curriculum che invio a iosa).

Così cerco di indossare una maschera..che poi non è la parola proprio più adatta..perchè io con quella non copro il mio essere, io sono anche quelle cose che la maschera suggerisce. Cerco di essere allegra, con la battuta pronta ed autoironica (tutte cose che davvero fanno parte di me); però che diamine, attimi di debolezza capitano a tutti e ogni tanto la maschera si crepa per il prolungato uso, così fanno capolino momenti di sconforto, di malinconia o di delusione..ed ecco che immancabilmente  spunta fuori qualcuno che mi chiede “ma si può sapere che hai?”.

Sai che ho? Che sono un essere umano anche io e che, spesso, l’apparenza inganna.

Idioti.

 

maschera

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