Le Wunderkammer

Buona Domenica!

Scusate la latitanza, ma in questi ultimi giorni sono stata un po’ impegnata e sballottata quà e là: ho ricevuto una bella notizia da un colloquio fatto settimane fa e, contemporaneamente, ho scoperto che il concorso di Guida Turistica a cui mi sono iscritta sarà ancora più impegnativo del previsto, in quanto avrà valenza nazionale e non provinciale come credevo. Comunque, a parte ciò, non sono riuscita ad essere puntuale col post settimanale del Cafè Guerbois; infatti lo scorso weekend ho “lavorato” come assistente di sala per un’esposizione pre-asta. Cosa che avevo già fatto una volta (e che porta un po’ di soldini nella mia scarna saccoccia) e che mi è stata riproposta. Proprio da ciò ho deciso di prendere spunto per l’articolo odierno.

Le esposizioni pre asta (ovvero i giorni in cui i possibili acquirenti hanno la possibilità di visionare con cura gli oggetti che hanno intenzione di comprare), agli occhi dei più, possono sembrare una accatastamento di oggetti inutili di cui un proprietario di casa si vuole liberare, di pregiati manufatti lasciati in eredità e rivenduti o di cianfrusaglie trovate chissà dove;

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ok, in effetti, in alcuni casi è davvero così (si trovano oggettini di pochissimo valore, che manco ai mercatini della Fiera di Sinigaglia rivenderebbero), ma a me, l’agglomerarsi di oggetti cosi disperati, di varie epoche e provenienze fa venire in mente un’enorme Wunderkammer. Quanto mi piace poi questa parola e il significato che ne racchiude: Wunderkammer, ovvero, Camera delle Meraviglie.

Ma di cosa si tratta? cosa sono di preciso?

Con questo termine tedesco  venivano indicati  particolari ambienti in cui, dal XVI al XVIII secolo  i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti considerati straordinari ed esotici per le loro caratteristiche; alla larga possiamo dire che la Wunderkammer è stata il progenitore degli attuali musei, sebbene non abbia di quest’ultimi le caratteristiche della sistemazione e del metodo.

Le origini di questa “moda” affondano già nel Medioevo: si protraggono fino all’epoca barocca (con tutte le sue esagerazioni e grandiosità) e prendono il sopravvento nell’epoca del sapere scientifico tipico del pensiero Illuminista del ‘700, soprattutto nei paesi del nord Europa, ma non solo. Ma quali erano gli oggetti che i collezionisti bramavano avere e mostrare? Potevano essere di due tipi:

  • Naturalia : ovvero manufatti che era possibile trovare in natura. Potevano essere conchiglie esotiche, pietre di forma particolare, animali di terre lontane, ma anche esseri umani deformi, parti atomiche di gemelli siamesi, ortaggi dalle dimensioni esagerate e via discorrendo.
Esempio di Naturalia

Esempio di Naturalia

  • Artificialia: ovvero oggetti creati dall’uomo che spiccassero per la loro genialità. Automi, giochi creati con mille ingranaggi, orologi particolari..

La cosa fondamentale  è che questi oggetti dovevano destare stupore e meraviglia..quindi erano anche definiti mirabilia.

Tutti gli oggetti raccolti dai collezionisti venivano disposti a caso in una stanza; così trovavano posto in barattoli di vetro parti del corpo umano immerse in una specie di formalina che avrebbe dovuto favorirne la conservazione, feti, animali deformi, rocce o pietre rare, zanne di elefante, rami di corallo, zoccoli di animali. Se qualcuno sta seguendo Freak Show, della la serie di American Horror Story, ha ben in mente immagini simili. Anche perchè, effettivamente, se ci si pensa, nella sua meraviglia, queste gabinetti delle curiosità, avevano anche un qualcosa di inquietante e grottesco..una specie di moderna bottega degli orrori.

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Wunderkammer siciliana, XVIIIsecolo

Agli scaffali si alternavano armadi e stipetti. Questi ultimi ospitavano un’infinità di cassetti di ogni misura, in cui erano raccolti gli oggetti più piccoli o più preziosi. Al tetto della camera, alle parti libere delle pareti  venivano appesi animali essiccati, come, ad esempio, piccoli coccodrilli, lucertole, oppure ossa e denti di pesci, uccelli e mammiferi. La stanza doveva essere ricolma e strapiena di manufatti, in modo tale che lo stupore e lo sbigottimento sarebbe stato ancora più grande!

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Ovviamente vi erano anche quadri, reperti archeologici, monete antiche, cammei, gioielli..e più l’oggetto veniva da lontano, più il collezionista sarebbe stato orgoglioso di mostrarlo a chiunque passasse per la sua dimora.

Tra  i collezionisti più famosi ci furono numerosi sovrani e re; Rodolfo II d’Asburgo, arrivò a possedere la più grande collezione in Europa allora esistente e tra i tesori a lui più cari vi erano molti oggetti legati all’alchimia e all’esoterismo; in Italia, il nome di Manfredo Settala (1600-1680) è quello che più viene ricordato: Canonico milanese, grande viaggiatore e figlio di un medico dal quale aveva ereditato l’ interesse scientifico, arrivò a riunire tutte le meraviglie del suo “museo personale” in una sorta di catalogo stampato. Purtroppo oggi la sua immensa collezione rivive solo attraverso le pagine del suddetto catalogo; infatti ben poco è sopravvissuto ai molteplici smembramenti della collezione. L’ultimo smembramento fu compiuto nel 1970, quando la Pinacoteca Ambrosiana (nominata erede nel testamento di Settala) decise di cederne la parte naturalistica al museo di Storia naturale e di vederne alcuni pezzi ad altre istituzioni, tra cui compare un diabolico automa oggi esposto al Museo del Castello Sforzesco (l’ho visto di persona.. è veramente un personaggio da incontrare solo nei peggiori incubi): attraverso delle manovelle, questo essere, tirava fuori la lingua, sghignazzava e muoveva gli occhi.

Automa, Museo Castello Sforzesco

Ma queste Camere delle Meraviglie esistono ancora? penso di si.

Sicuramente l’effetto è diverso da quelle dell’epoca passata e, secondo me, ad oggi risulta tutto più macabro e inquietante..anche perchè se l’obiettivo è quello di stupire, ad oggi, vedere un corallo o una conchiglia gigante non è che desti chissà quale espressione di pazzesco ed esotico.

Una sala del Museo di Scienze Naturali a Montecarlo..non fa tanto Wunderkammer?

Una sala del Museo di Scienze Naturali a Montecarlo..non fa tanto Wunderkammer?

Ricordo, anni fa, di aver trovato un sito di un “negozio” a Milano, zona Brera, che aveva tutta l’idea di essere una Wunderkammer..c’era di tutto..insetti, gioielli, teschi, riproduzione di unicorni(???)…Chissà se esiste ancora..quasi quasi sarei curiosa di entrarci…

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