Come Quando

Come quando mi dicevi che ero il tuo pensiero felice. Che mi ammiravi. Che ero la cosa più bella che potesse capitarti.Che ero la tua costante. Come quando mi dicevi che non sarebbe cambiato nulla. Come quando dicevi “Signor Italo portamela da me!”.Ora sono gocce di tranquillante prese costantemente. Sono i rintocchi dell’orologio che la notte sento rimbombare. Sono i battiti del mio cuore che sento uscire dalla casa toracica, e non per l’emozione, come quando stavo per scendere dal treno. Ora sono ansia allo stato puro. Sono ansia che cammina, anzi che si trascina. Ora sono quella che a casa non ci vuole stare.Invento bugie e scuse pur di stare fuori. Ora sono quella che ha la maschera addosso. Sono quella che recita. Sono quella che non guarda più negli occhi.Come quando mi tenevi per mano. Come quando mi tenevi al sicuro tra le tue braccia per la città. Come quando mi dicevi che notavi la mia voce abbassarsi quando ci si salutava al telefono. E dicevi che ero sexy.Come quando mi dicevi “non posso crederci che ho questa affinità con te! perchè non sei comparsa prima!?” Come quando mi abbracciavi da dietro sulle scale mobili della metro. Come quando mi baciavi e avevi voglia di me. Come quando mi mandavi i doppi buongiorno. Ora sono solo nuvole e temporale. Ora sono quella che si ficca le unghie nella carne per cacciare via le lacrime quando so che non devono uscire. Sono quella che fugge in bagno quando a fermarle non riesco proprio.Sono quella che cammina per la città da sola.Sono quella che la meta non ce l’ha più.Sono quella che ai ” vedrai che poi passerà” non vuole crederci. Perchè non voglio che passi. Ora sono quella che ha buttato via tutti gli smalti verdi.Sono quella che certe cose non riesce più sentirle. Ma altre le cerca e le riascolta fino a sentire gli spasmi dentro..perchè il cuore non ce la fa più a sopportare. Come quando mi dicevi “tu io e Roma”. Come quando mi prendevi di scatto e mi baciavi in mezzo alla strada. Come quando mi dicevi “mi manchi da paura”. Come quando fremevi per telefonarmi. Come quando facevamo gli scemi in due.Come quando ti sentivo così felice e tu mi dicevi che era  merito mio. Come quando mi dicevi che ero il tuo pensiero felice. Ora non ho più pensieri. E il mio pensiero felice non c’è più.

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