Monologo

Quando l’animo umano si spezza, lo fa in silenzio.

Non è come un vaso rotto, o come un bicchiere di cristallo in frantumi.

Ed è per questo spaventa tanto. Perchè non lo avverti. E non sai quando succede.

E quando fa rumore è già troppo tardi.

Puoi provare a riaggiustarlo, come un orologio rotto. Ma non funzionerà mai come prima.

Le cose non torneranno mai come prima.

Che cos’eri?

Come hai fatto a ridurmi così?

Sono stata io a darti il permesso di entrarmi così dentro e di stanziarti sottopelle e ora non te ne vai più via,non riesco a lavarti via dalla mia testa, dal mio cervello e dal mio cuore; sei come la macchia sporca sul capo bianco. Sei lì.

Lo so che dovrò farmene una ragione. Lo so. E me la farò prima o poi. Ma ancora non voglio.Voglio fare come si faceva da bambini e si diceva “Facciamo che”..facciamo che il mio presentimento che ti rivedrò sia vero. Facciamo che tu ti farai un esame di coscienza e mi chiederei scusa e mi chiederai di ricominciare da capo, con più calma.

E di male me ne hai fatto e me ne stai facendo tanto. Eppure sei lì. Non stai facendo nulla, eppure sei lì. Anche al telefono non hai fatto nulla, eppure ci sei ancora. Sei quì. Voglio tenerti ancora un po’ quà accanto a me, voglio ancora passare le notti a dirti sottovoce la “buonanotte” sperando che prima o poi ti arrivi l’eco della mia voce. Voglio ancora mischiare le lacrime sotto il getto della doccia. Sono caparbia e tenace solo per le cose per cui dovrei lasciar perdere.

Voglio ricordarti ancora un po’. Stai ancora un po’, quà accanto a me.

Le cose non torneranno mai come prima.

Le cose non torneranno.

Tu non tornerai.

Ma non sono ancora pronta.

Voglio ancora provare dolore.

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