ehi papà guarda, un POLLO!!

Il titolo di questo post la sa lunga..ma se lo ricorderanno solo quelli nati negli anni ’80 e precedentemente. Era la frase finale di un noto spot del dado Star; non centra molto con quello che vado a scrivere..cioè centra per il periodo storico, ma non parlerò di dadi o spot della tv, anche perchè se stessi a ricordare tutte le pubblicità di quegli anni, a Ferragosto sarei ancora quà a battere sulla tastiera!!!

Qualche tempo fa parlavo con un’amica di alcuni situazioni di quando eravamo piccole, e mi sono resa conto che alcune cose sono proprio tipiche degli anni ’80; sicuramente anche altri oggi trentenni (o giù di lì) si riconosceranno e ricorderanno alcuni di questi leitmotiv.

Nello specifico, con la mia amica, si parlava della paura di trovare siringhe per terra. Lo so che non è un bell’argomento e non è una cosa frivola, ma mi tocca dire che meno male che ad oggi le droghe che vanno per la maggiore sono di altro tipo, perchè da piccola ero terrorizzata di pungermi con l’ago. Io mi ricordo di averne viste parecchie, sotto i marciapiedi, nei parcheggi sterrati, anche nei cestini..se poi ci si mettevano pure i genitori a dirti “stai attenta a dove metti i piedi, mi raccomando!!”, così son cresciuta con l’ansia che l’ago mi potesse trapassare la suola delle scarpe da ginnastica.

Un altra situazione tipo di quegli anni, che ricordo bene, era la raccomandazione dei mie genitori di non accettare le figurine fuori da scuola, perchè ci mettevano la droga. Che poi le figurine mica si leccano come i francobolli!! dove ce la potevano mettere la droga??!! Eppure io e le mie amiche ricordiamo bene di essere state ammonite più volte per questa cosa.

Questa che sto per scrivere è più un oggetto che una situazione, ma se ci penso mi vengono immediatamente in mente le vacanze al mare di quando avevo 6/7 anni: il porta pacchi sulla macchina. Una roba esteticamente orribile. Un marchingegno diabolico che mio padre usava sempre per la vacanza lunga di un mese al mare.E sopra ci metteva altrettante valigie terribili..quelle molli..mica rigide tipo trolley. Mica c’erano negli anni ’80 quelle!!! Ne avevamo una color marroncino crosta di creme brulè e una bruttissima nera con una fibbia enorme..faceva molto valigia da sfollato di guerra.E da piccola pensavo fosse una cosa figa partire con l’auto col porta pacchi. Forse perchè l’associavo alla vacanza. (Al pari del porta pacchi, ma forse peggio, è il borsello da uomo. Una roba che forse, ad oggi, può essere battuto solo dalle Crocs. Ma magari sugli abiti inguardabili di quegli anni ci farò in seguito un altro post).

Altra cosa, che però si è protratta anche negli anni ’90, è  la leggenda metropolitana (realmente accaduta). “Oh ma sai che l’amico del mio amico mi ha raccontato che..” , “Questa storia me l’ hanno raccontata ma è verissima!! fa paura!!” . Penso di aver ascoltato (e raccontato) la stessa storia che di volta in volta si andava arricchendo di un nuovo particolare macabro e disgustoso. Che poi che cazzarola vuol dire “leggenda metropolitana  realmente accaduta”..se è leggenda, come fa ad essere reale? ma vabhe..Tra le tante ricordo quella di un Luna Park, all’interno del quale la polizia scopre che la mummia del classico tunnel  dell’orrore non è il solito fantoccio di stoffa e cartapesta, ma un cadavere; ce n’era un’altra con un autostoppista fantasma, o della ragazza che il mattino trova la solita scritta col sangue sul muro della cucina.

Ah, come dimenticare il “non stare troppo davanti alla tv o ai videogiochi perchè ti vengono gli attacchi epilettici”. Ok, un fondo di verità ci può essere, ma ricordo che quando andavo a casa di un’amica a giocare al computer al Mortal Kombat (quanto mi piaceva!!), c’era sua madre che controllava che non stessimo troppo tempo lì con gli occhi incollati allo schermo. Che poi se penso a questa situazione mi viene in mente l’episodio dei Simpson che vanno in Giappone e che iniziano ad avere convulsioni guardando i cartoni con mille luci e suoni.

A volte penso che vorrei poter tornare indietro, e vivere con la stessa spensieratezza di quegli anni; tante cose erano molto più semplici, ma forse le ricordo così “belle” proprio perchè ci ho vissuto l’infanzia e non l’età adulta quindi, ancora ben lontana dalle grosse preoccupazioni e responsabilità.

Comunque quelle appena elencate sono sicuro solo una piccola parte delle situazioni che ci fanno rimanere legati ai mitici anni ’80. Voi ne avete qualcun’altra da aggiungere ??

pac_man

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