Verso la fine, ma con rivincita.

Domani finirà tutto.

Questa esperienza lavorativa è stata, sicuramente, quella che più mi ha dato soddisfazioni, responsabilità e carica, nonostante la grande paura iniziale; paura che però è valsa la pena provare, perchè mi ha fatto capire quanto tanto volessi fare questo. Questi quattro mesi (che, ahimè,sono volati) mi hanno fatto comprendere che è davvero questa la strada che, se potessi, continuerei a scegliere di percorrere.

Settimana scorsa sono andata a fare un colloquio per un’azienda molto nota e anche molto irraggiungibile(soprattutto se non sei di un certo posizionamento politico- religioso), nell’ambito delle visite guidate ed eventi culturali di Milano; un’azienda per la quale sognavo da anni almeno mi rispondessero all’invio del cv.  Chi mi faceva il colloquio mi ha chiesto quale fosse il mio sogno lavorativo: le ho risposto che si avvicina molto a quello che sto facendo ora. I libri e l’arte sono tra le cose che più adoro, e fare un lavoro che mi permetta di stare a contatto con entrambe le cose è di una soddisfazione immensa.Ed  ho anche aggiunto che, quando vedo sulla faccia della gente che mi chiede un determinato libro o un consiglio, l’espressione “oh si grazie è proprio quello che cercavo” non si può capire quanta soddisfazione, e anche un pochetto di orgoglio, si provi. E’ una cosa indescrivibile.

[ il colloquio in sè  è stata una delusione pazzesca,penso siano poco professionali e che se la menino un po’ troppo per quello che dicono di offrire;la persona che mi ha fatto il colloquio, mentre leggeva il mio cv, alla voce ” esperienza di svariati anni presso gallerie d’arte e spazi espositivi“, mi è venuta a dire che per quegli anni io ho praticamente perso tempo. Scusa? Ma tu chi sei per venirmi a dire una cosa simile? Prima di tutto, all’epoca mi piaceva ed era anche il mio primo approccio al mondo dell’arte, mentre studiavo..e oltretutto mi è servita per capire che NON era la strada che avrei voluto continuare.Oltretutto elogi su elogi sul loro lavoro, ma su quello che offrivano, dove e quanto avrebbero pagato, era un segreto di stato. Loro avranno messo una grossa X sul mio profilo, ma lo stesso vale per me con loro]

InstagramCapture_790d506e-40c0-4d85-af6c-d65392adc5f9Ho imparato molto in questi mesi, non solo lavorativamente, ho imparato qualcosa di nuovo anche di me stessa:che certe responsabilità sono in grado di assolverle, che tutto sommato questo è un lavoro che mi calza a pennello e che penso di farlo anche bene, grazie a feed back positivi della gente (capi e non solo). Quando dopo un mese, hanno licenziato le mie due ex colleghe, e sono rimasta solo io, ho pensato che era il momento di dimostrare a chi di dovere che avevano fatto bene a tenermi, che ne valevo la pena. Sono poi arrivati i colleghi nuovi e li ho praticamente dovuti formare io (ansiaaaaaaaaaaaaaa!! non sapevo fare tutto nemmeno io!)..e poi come è andata? E’ andata che mi sono trovata bene, che si è lavorato assieme, un team collaborativo, dove ognuno di noi dava qualcosa in più agli altri, che non si è mai stati soli che, nonostante le differenze di carattere e di esperienze passate, si è andati d’accordo. E’ stata come una vacanza, coi momenti da ricordare, con gli scleri e le ansie, e la voglia di fare bella figura perchè “metti caso che se vedono che lavoriamo bene ci tengono in considerazione per altro!”.Sono stata bene, è stata una piccola rinascita, Una piccola rivincita.

E’ finita che sono quà a pensare con malinconia che domani finisce tutto.

E non voglio.

 

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