Settembre.

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Settembre è alle porte.

Settembre è un po’ come Gennaio. Come quei giorni dopo capodanno, dove ciondoli per casa in calzettoni e cerchi di sopire i buoni propositi, le ansie nuove e le aspettative che sai che, puntualmente,non verranno quasi mai soddisfatte. Si Settembre è un mese preparatorio: chi torna a scuola, chi rientra al lavoro, chi parte per le vacanze..insomma c’è un RI-cominciare nell’aria. Tra le abbronzature che sbiadiscono compaiono espressioni svogliate  per chi non ha terminato tutti i compiti, ma anche la voglia di rivedere i proprio compagni di classe; preoccupazione per chi ha gli esami universitari alle porte, ma rincuorarsi perchè è sempre più vicino alla laurea; facce riposate per gli impiegati che tornano ai propri uffici.

Anche io ricomincio. A cercare lavoro (si, di nuovo). Riprendo la  mia battaglia quotidiana nel cercare di non mandare a fanculo tutti quelli che fingono di essere interessati nel chiedermi come sto, ma a cui in realtà non frega un cazzo; riprovo a stare a galla e a non affondare. Riprendo il corso di spagnolo e ricomincio la palestra. E basta. Non voglio che sia un anno (si, perchè per me gli anni cominciano da settembre, mica a Gennaio) come tutti gli ultimi: sento di covare una voglia di emergere, di  fare progetti anche a breve scadenza, di mettersi alla prova, di fare qualcosa che non ci si aspetti da me,ma nello stesso non mi sono mai sentita così sola come oggi. Ci sono ancora le notti in cui i pensieri gridano più forti del sonno e non basta tapparsi le orecchie per non sentirli;ci sono notti in cui invece sono più forti i ricordi, anche di cose mai accadute, e non basta chiudere gli occhi per cancellarli.C’è una quieta malinconia in me, la sento appiccicata sulla pelle come l’afa milanese di agosto.

Non so, forse voglio che arrivi questo Settembre. Potrebbe essere un nuovo ricominciare. O forse no.

 

 

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