Va(go)neggiando.

IMG_20161215_083843.jpgVi soffermate  mai ad osservare ed interpretare le espressioni e i gesti della gente sui mezzi? A me capita. Magari non lo faccio nemmeno con l’intenzione di, mi ci ritrovo e basta.Soprattutto quando faccio il turno serale al lavoro e prendo la metro verso le 23. La metropolitana è il posto che più mi da soddisfazione :sarà il dondolio dei vagoni che tramuta  tutto in una specie di viaggio onírico.

Ci sono quelli che tornano a casa dopo la giornata stressante di lavoro:alcuni mi immagino l’abbiano passata di merda e sono quelli che si stropicciano gli occhi, passando la mano sotto gli occhiali, magari ripetendosi, tra sé e sé, che domani riusciranno a far cambiare idea al capo;o sono quelli che non chiedono scusa quando ti spintonano per salire.. Hanno troppa fretta di sedersi e pensare a come risollevare le vendite.

Poi ci sono quelli a cui la giornata è andata benone:un aumento inaspettato, un colloquio andato a buon fine, la cena a sorpresa della fidanzata. Li trovi che sorridono, magari mentre scrivono sul cellulare o tra sé e sé, come se fossero in trance:ad ogni frenata brusca del treno, sono così sovrapensiero che vengono sballottati quá e là.

Poi ci sono quelli che vanno a far serata o quelli più piccoli che tornano a casa dopo averla fatta: odore di birra, di fumo, sudore e libertà, tutto appiccicato tra le borsette a tracolla, i rossetti quasi finiti e gli scontrini in tasca.

Ci sono quelli stanchi, della giornata, del mese o della vita che si sono, più o meno, scelti:sai che potrebbero scendere ad una delle ultime fermate della metro. O portano con sé mille sacchetti o non hanno nulla, se non le borse sotto gli occhi e le mani rovinate dal lavoro e la voglia di buttarsi a letto, non prima di aver dato il bacio della buonanotte ai propri figli.

C’è quasi sempre una figura che attira particolarmente la mia attenzione, come la ragazza di stasera:20 anni massimo, con qualche piercing in faccia, che non ne rovinavano il profilo ma,  anzi,  glielo incorniciavano. Riceve un leggero bacio sulla guancia e una carezza sulla mano: gli occhi improvvisamente sorridono e subito dopo si fanno timidi, un accenno di gioia sulle labbra, manda giù la saliva e si contrae la mascella.  Un altro bacio lieve sulla guancia. Si fa rossa in viso. E pensa “non posso credere stia succedendo proprio a me”.

Era bella. Ho pensato fosse il ritratto della felicità.

 

 

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