Pensieri e uvetta

Ho appena finito di vedere il film “Perfetti Sconosciuti” e mi trovo nel letto a sbocconcellare una girella all’uvetta. Film molto bello, contemporáneo (scusate gli accenti ad cazzum, ma ho inserita anche la tastiera spagnola), recitato molto bene e che, nel bene o nel male, ti ci porta a pensare, anche se non vorresti farlo.

Non è mia intenzione fare una recensione, perché non ne sono capace e perché non ne ho nemmeno voglia ;c’è però una frase del film che mi piace in particolare modo e che, per la seconda volta, mi ha fatto commuovere

“quando vuoi bene ad una persona la proteggi. Da tutto”

Sono parole belle, ce le vedo bene come citazione ad inizio di un libro.. In quella paginetta bianca che c’è quasi sempre prima del primo capitolo di un romanzo. Di solito ci son dediche che non capisco mai che centrino, ma questa mi sembrerebbe bella. Un bel messaggio da dedicare.

Mi son commossa, mi son sentita fortemente vulnerabile perché ho pensato che mi son stancata di proteggermi da sola. (si, ribadisco il concetto con due MI). Si, vorrei delegare questo compito a qualcun’altro, basta, mi son stufata di farlo io. Non voglio più essere io quella che si abbraccia da sola prima di addormentarsi, cioè, cazzo é  così tremendamente sbagliato.

Oltretutto io più che proteggermi mi barrico. Mi allontano.

Scappo. (un po’ come l’uvetta che precipita dalla mia bocca e rotola sulla trapunta). Mi autoelimino dai giochi. A volte devo proteggermi da me stessa, dai miei errori, dalle Mie insicurezze, dalle Mie paure, dai miei desideri.

Non sono capace di proteggermi. Altrimenti mi sentirei al sicuro. Vorrei respirare, rilassarmi e non dovere più stare all’erta, godermi le cose così come vengono, perché sono consapevole che c’è chi mi proteggerà e sarà pronto col suo scudo a respingere nemici ed avversità. E invece no. Sono sola, con la Mia piccola spada mozzata che non fa paura a nessuno. 

(Briciole tra le lenzuola. Che fastidio. Nemmeno da quelle mi so liberare)