Dillo in tre parole.

Stavo facendo i compiti di spagnolo per domani e nel compilare un esercizio mi sono ritrovata a leggere la domanda “Per te quali sono le tre cose necessarie per essere felice?” “bhe, facile – mi dico senza pensarci- ma invece subito dopo mi rendo conto che la risposta mica ce l’ho cosi a portata di mano, che non è così immediata come credevo.

E quindi quali sono queste tre cose? 

Parto dal presupposto che non so nemmeno bene dare una definizione di felicità e se mai l’ho davvero provata sulla mia pelle: questo non fa altro che ingarbugliare di più i miei pensieri che fino a poco fa sembravano (semi)certezze.

La Treccani così la definisce.. Stato d’animo di chi è sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato. Per molto tempo sono stata convinta che la felicità non potesse essere uno stato d’animo perenne, ma solo fugace, momentaneo e destinato ad esaurirsi..un po’ come un fuoco d’artificio. Mi riesce davvero difficile credere che una persona possa essere felice per tutta una vita; perchè è umanamente impossibile non avere  preoccupazioni, dolori e dispiaceri verso se stessi o gli altri. Uno stato d’animo cosi bello esiste in caso di assenza del suo opposto. Quindi per poter sentirti felice devi aver provato il dolore, la tristezza,l’insoddisfazione.

Col tempo ho smussato un po’ questa convinzione, è forse la felicità non è riassumibile in un solo momento di breve ed intensa durata..e può protrarsi per più tempo, però penso sempre che sia una parentesi all’interno di una vita. Se poi ci si addentra nella selva di frasi e pensieri del tipo “bisogna godere dell cose del quotidiano, la felicità sta nelle piccole cose etc etc..” non ne usciamo più. Ma quindi, tornano alla fatidica domanda..quali sono queste tre cose che potrebbero farmi felice?

Ho pensato subito al lavoro, o meglio, ad un lavoro che ti piace e dia soddisfazione; il lavoro che ti permette di alzarti al mattino e non pensare ogni santo giorno “odddio che palle devo andarci anche oggi, non vedo l’ora di tornare a casa” e che quando rientri pensi che tutto sommato non hai sprecato la giornata. Il realtà, se vogliamo essere ancora più precisi, dovrei dire un lavoro che ti dia soddisfazione e che ti dia un certo guadagno: odio essere materialista, però siam sinceri..il lavoro senza compenso chi rende davvero soddisfatti a lungo termine? Alla fine i soldi ti permettono poi di fare e realizzare molteplici cose..che siano viaggi, che sia comprare cose, fare regali, e realizzare sogni. Non dico che i soldi facciano la felicità, però sicuro ti danno il mezzo almeno per avvicinarti ad essa.

Ho poi pensato all’amore, però mi sono subito corretta e penso che la parola esatta sia affetti: non nascondo mai che vorrei qualcuno con cui condividere la mia vita, la mia quotidianità, i miei sogni, paure e desideri, perchè ne ho abbastanza di stare da sola, però mi terrorizza anche l’idea di vivere senza l’amicizia, quella vera, genuina e indissolubile. Mi sentirei persa ed incompleta ed infelice, appunto. Capisco che “affetti” abbraccia tantissime sfaccettature e punti di vista, ma necessito di tutti questi lati per sentirmi al sicuro: un abbraccio da un’amica,le risate di fine serata, far l’amore con chi ami, le confidenze, i ricordi, il litigare e poi chiedersi scusa, le tavolate coi parenti durante le feste, i rapporti recuperati.

E poi? E poi penso ad una marea di altre cose, che non so se possano essere riassunte in un’unica singola parola. E non so quale di queste possa essere quella indispensabile per poter completare la felicità,Potrei forse riassumerla in la voglia di conoscere :quindi legato al concetto di viaggi, di persone nuove, di punti di vista differenti dai miei, mi mettermi in discussione ed in gioco,di fare e provare cose per la prima volta, di essere curiosa, di cambiare idea e opinione. 

Penso siano tre concetti anche molto collegati tra di loro e non riesco a considerarli separatamente, non sono nemmeno certa che siano effettivamente queste le tre cose(che poi, leggendo tra le righe sono 3000 cose)necessarie alla mia felicità.

Quando troverò anche la seconda, ve lo saprò dire.