Volevo scrivere un tweet, ma è diventato un post

Stando tanto in compagnia e a contatto con le persone, tipo come in questa settimana di vacanza, dove “vivi” con un’altra persona h24 , capita di aprire gli occhi su se stessi per certe cose. Continuo un po’ ad “invidiare” alcuni aspetti degli altri che io non ho, però mi sono proprio resa conto che per certe altre cose sono di una semplicità disarmante, ma proprio da tarallucci e vino. Che mi fai contenta con una birra seduta ad un tavolino traballante, se mi mandi la foto di un gatto su whatsapp, che , “figa ma si che non ci corre dietro nessuno rilassati”,che non me ne frega un cazzo se in vacanza mangio il fritto 3 giorni in una settimana se tanto poi cammino 12 km al giorno.  Che se mi annoio metto le cuffie nelle orecchie e premo play e canto le canzoni muovendo le labbra (tanto nessuno vede se canno l’inglese), che se una cosa non la voglio fare, non la faccio, e se la voglio fare e tu non la vuoi fare io non te la faccio fare. Che dico parolacce. Che se esco  metto la matita nera perchè mi piaccio così. Che mi piace vestirmi comoda,ma non mi vergogno nel dire che mi piace anche vestire femminile. Che una serata perfetta per me è anche birra, partita in tv e sesso. Che mi piace condividere le cose,anche semplici, come una colazione in compagnia e penso sia triste chi non lo fa. Che mi sta sul cazzo sta ciccetta di troppo,ma son contenta di avere le tette. Che se ho fame mangio. Se non ho fame non mangio e se il cibo non mi va più, lo avanzo. Sono lenta a mangiare, ma il cibo me lo gusto. Che mi piace ridere, a crepapelle, e non so tirarmela, anche quando dovrei perchè “cazzo non sono capace”.

Alla fine sono così tremendamente normale.

Non so se sia una cosa positiva o negativa, ma boh, mi andava di scriverlo.